Con il Patrocinio del Comune di Osio Sopra (BG)

Autunno in Musica 2005

Lunedì 28 Novembre ore 21

Casa ad Archi

Il Dialetto Bergamasco

fra Poesia e Musica

Incontro con il poeta Umberto Zanetti

e lo chansonnier Luciano Ravasio

Umberto Zanetti

La carriera letteraria del Poeta Umberto Zanetti si è arricchita di un al­tro prestigioso riconoscimento. Il po­eta bergamasco è stato premiato, infatti, per la sezione composizioni poetiche nei dialetti lombardi e della Svizzera Italiana, nell'ambito del «Premio Città di Legnano-Giuseppe Tirinnanzi 2005». La giuria ha scelto il componimento «Anguane» con la seguente motivazione: «Perché as­simila angosce individuali e angosce collettive alla situazione psicologica dell'uomo del nostro tempo, così spesso coinvolto da annunci inattesi e improvvisi spaventi, e pure necessariamente ammonito a costruire nel suo cuore una resistenza liberatrice».

Luciano Ravasio

Laureato in lettere moderne, inse­gnante, Luciano Ravasio si oc­cupa di poesia dialettale e tradi­zioni popolari, è inoltre un apprez­zato interprete della canzoneber­gama­sca oltre che cantautore in lingua e in dialetto. Ha pubblicato numerose musicassette di canti popolari


L'Eco di Bergamo

Insieme formano una strana coppia, e funziona.

Parliamo di Umberto Zanetti e Luciano Ravasio, per un paio d'anni sugli schermi di Bergamo Tv in "Tèra de Bèrghem", rivisti insieme Lunedì sera a Osio Sopra alla sala polivalente della Casa ad Archi, per una serata intitolata "Il dialetto bergamasco tra poesia e musica".

Strana coppia sì perché rappresentano due modi diversi di vivere, usare e sentire il dialetto, e due generazioni diverse di autori dialettali, malgrado la modesta differenza di età. Messi vicino, si completano.

Zanetti, che ha recitato una scelta tra le sue ultime raccolte, da "Còr in Amùr" a "I tre paròle" e "Mé dialèt", rappresenta la vocazione poetica in lingua locale. E' un filone sotterraneo ma tenace della letteratura nazionale: un filone d'opposizione, rispetto all'italiano, ma un filone comunque omogeneo a un sistema culturale che si è sempre pensato, dai tempi di Dante fino a tre decenni fa, letterario e testo-centrico.

Ravasio ha invece scelto la via del cantautorato (non solo in bergamasco, peraltro), all'incrocio tra la ricerca etnomusicologica, il riciclaggio scanzonato di temi rock e pop (a loro volta spesso debitori al folk), il riferimento ad autori franco-belgi (legatissimi al popolare, quanto colti) come Brel.

E' già una fase successiva, quella in cui la parola scritta ha perso il suo privilegio. Sono punti di vista differenti, il cui confronto, in una serata informale e raccolta come quella di Osio Sopra, piacevole e divertente.

Sono due facce di una stessa medaglia: Zanetti con il suo voluto e provocatorio anacronismo, venato di liriche nostalgie e malinconica aneddotica, Ravasio con l'ironia tra il popolare, il goliardico e il cabaret (quello d'antan, beninteso).

La loro è una difesa né revanscista né ideologica del dialetto. L'unica possibile.

F. C.


le foto della serata